sabato, 19 luglio 2008
 
“TALI E QUADRI” (della serie: Prossimamente su “Striscia”)

 I signori della “filiera” alle prese con i prodotti agricoli.
 E' come se Van Gogh li avesse fotografati. Non ci credete? Allora guardatevi il dipinto “Corvi su   un campo di grano”.

IL PUNTO SUL PATTUME

 I rifiuti davvero riciclabili ormai appartengono al mondo dei ricordi, l'immondizia napoletana è stata rimossa, per quella di Montecitorio (temo) ci vorrà ancora un po' di pazienza.

ALL'IMBRUNIRE, SULLA VIA PER DAMASCO (della serie: Piluccando sui Vangeli apocrifi)

 San Paolo, risollevandosi da terra impaurito, tutto acciaccato ed incazzato nero
 “Se becco quel gran figlio di p....... che si diverte con gli abbaglianti....!”

TEMPO DI VACANZE (sul ritmo del vecchio adagio: “...la moglie se ne va e il marito sta in città”)

 Sacramentando sul rincaro dei farinacei, un piccolo diavolo, malmesso e striminzito con tanto di corna e forcone, va a mettersi in paziente attesa tra i clienti del fornaio ancora aperto.
 Quando arriva il suo turno il principale, facendo ruotare a mezz'aria pollice ed indice,
 “Mia moglie è partita per il mare”
 “E....con ciò?”
 “E' finito il pandemonio!”.

COMMENTANDO BRUNETTA (della serie: Le precauzioni non sono mai troppe)

 Tra statali (di basso livello)
 “Da quando sto c...... ha inguaiato le assenze per 'malattia' passo ore ed ore nel bagno dell'ufficio”.
 “Fai bene! Ma tai attento! Con in tempi che corrono sarebbe meglio farsi rilasciare un certificato dove risulta che soffri di 'cachessia'”.

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sabato, 21 giugno 2008
 
IN UN PAESINO DEL PROFONDO SUD

 “Cosa fai tutto il santo giorno appollaiato tra gli scogli del litorale?”
 “La dieta mediterranea!”
 “Veramente..... non capisco...”
 “Se non becco qualche pesce oggi non si mangia!”

UVA, FICHI, PESCHE E MELONI (della serie: Tra massaie)

 “Cos'hai trovato oggi al mercato?”
 “La solita truffa di stagione!”

TEMPO DI 730

 Al padre, seccato per gli strapazzi subiti in sede di dichiarazione dei redditi.
 “Papà, chi sono i 'cafoni'?”
 “Gli operatori del CAF!”

IN SEDE DI ESAMI (della serie: Domande impegnative)

 L'insegnante, spazientito per la risposta che non arriva:
 “Allora!...Si può sapere chi era Ludovico il Moro?”
 “Ehmmm.....Probabilmente un terzomondista senza permesso di soggiorno”.

DIGITALIZZAZIONE DELL'OLTRAGGIO

La pratica chi usa l'e-mail per dire a qualcuno semplicemente “vaffanc...!”

PER LA REALIZZAZIONE DI GROSSI INVESTIMENTI

Alle volte basta poco; anche solo qualche spicciolo. So di un tale, ad esempio, che proprio ieri, per raccattare in centro strada una monetina da 20 centesimi è stato centrato in pieno da un camper.

NON E' GIUSTO! TUTTAVIA.......

 Alle prese con un testo per le elementari che parla di persecuzioni a carico dei cristiani nell'antica Roma, mio nipote mi domanda:
 “Come facevano a riconoscerli?”
 In tutta franchezza avrei potuto rispondere “Guarda che proprio non ne ho idea”. Ma che concetto si sarebbe fatto del sottoscritto quella creaturina alla quale sono attaccatissimo? Così ho arrischiato:
 “Dopo aver fatto una retata mettevano tutti in fila indiana, passava un centurione e mollava a ciascuno un sonoro sganassone. Tutti quelli che non porgevano l'altra guancia erano padronissimi di andarsene per i fatti propri”.

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martedì, 10 giugno 2008
 

LE MANI SULL'INFORMAZIONE
(Una mia vecchia poesia che sta diventanto sempre più di attualità)

Voi penserete: parla di Berlusconi
oppure dei giornali dei partiti,
zeppi di niente e senza soluzioni,
tanto pallosi eppure assai graditi
ai pescecani delle redazioni
per via di emolumenti garantiti
da chi sforna le tasse per pagarli
e da quei fessi che vanno a comprarli.

Ma questa volta vi siete sbagliati,
nel mio mirino c'è tutt'altra gente;
tipi che stanno al bar spaparacchiati
l'intero giorno senza fare niente
con l'eccezione d' essere impegnati,
con le mani (non so se con la mente),
nello spolparsi l'unico giornale
che l'edicola porta al personale.

Stante il rincaro recente del caffè,
pagando la bevanda più la stampa,
io non so voi, quindi parlo per me:
se compri le due cose non si campa.
Eccoci giunti all'intimo perché
andando al bar presto corre la zampa
sulla preziosa ed unica edizione
in cerca di gratuita informazione.

Io, come tanti, affronto quest'impresa.
Puntando su siffatta operazione,
raggiungo il bar prima di far la spesa
ma resto in preda alla disperazione
per via di chi la stampa l'ha già presa;
è un tale che lo fa per professione;
da vari giorni e con  puntualità
quando arrivo lo trovo ch'è già là.

Quella copia l'ha tutta strattonata,
squinternandone i fogli alla carlona
è chiaro che l'ha quasi rovinata.
Sto tipo quando legge non perdona,
sulla carta ci passa la giornata
svelto l'arraffa e più non l'abbandona.
Segnano ormai le dieci gli orologi;
Quello non molla, legge i necrologi!
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lunedì, 09 giugno 2008
 



 


QUINTA RIVOLUZIONE


Alle prese con l'editoria elettronica

Print on demande, audiolibri, libri multimediali, E-book, carta virtuale e creazioni interattive.


_____________

 

Siamo alla quinta svolta epocale nel potenziamento dei sistemi di comunicazione. Una lunga storia di innovazioni iniziate con il passaggio dalla trasmissione orale a quella scritta, transitate per la conquista del “codex” (tuttora alla base del confezionamento dei volumi), passate per la scoperta dei caratteri mobili ed esplose nell'800 con l'avvento delle pianocilindriche, delle rotative e della composizione meccanica.


 Tralasciamo, per il momento, gli altri media e soffermiamoci su attualità e prospettive del libro considerandolo nello specifico contesto del nostro paese, dove se c'è un dato che lo caratterizza è quello della scarsissima diffusione (irrisoria la percentuale di quanti ne acquistano più di uno nel corso dell'anno). Ora, mentre nella passata realtà connotata da intere popolazioni di analfabeti siffatto fenomeno si sarebbe spiegato con l'oggettiva impossibilità di fruizione del prodotto, nell'attuale contesto sociale, economico e culturale, l'analisi si presenta davvero più complessa.


FATTORE N.1 – IL PREZZO DI COPERTINA


 Sono cambiati i metodi di promozione (miriadi di premi letterari, agenzie, scuole di scrittura, canali pubblicitari e ruolo della critica) ma abbiamo conservato (incrementandola) la stessa filiera di cinquant'anni fa.
 Conseguenze?
 Ai costi tipo-litografici vanno aggiunti quelli relativi a trasporti, stoccaggi, agenzie di distribuzione, edicole e librerie.
 Poi il prezzo finale non potrà sottrarsi ad ulteriori gonfiamenti programmati in previsione delle rese connesse alle incertezze che accompagnano la determinazione della tiratura unite a quelle sulla tenuta della distribuzione sul territorio.
 Impossibile, ancora, trascurare gli effetti di demotivazione dell'autore i cui compensi (quando ci sono), superando di rado l'otto per cento del prezzo di vendita, rendono praticamente impossibile l'esistenza di “professionisti della scrittura”; tanto anche perché (vedi annuari dell'editoria) nel nostro paese il piazzamento di 2000 copie già si considera un best-seller. Questo mentre all'irrisoria detrazione forfettaria (5%) che perseguita l'autore va unito l'”originale” calcolo sui periodi d'imposta (che se ne fotte se i, poniamo, 50.000 euro intascati hanno richiesto al “creativo” cinque, dieci o più anni di lavoro). Quindi, fatta eccezione per i mostri sacri sponsorizzati dalle consorterie partitico-televisive, si continuerà a far leva su di un dilettantismo confinante con l'incoscienza.
 Non tutti gli editori sono in grado di affrontare sonni tranquilli assicurandosi i diritti sull'edizione italiana di Stephen King o di Ken Follet. Ai più toccherà zippare edicole e librerie locali con narrativa e saggistica di autoctoni sconosciuti ai più.
 Chi, attratto dal titolo di un volumetto di 130/150 pagine, cederebbe alla tentazione dell'acquisto, rivolta la copertina, legge “Euro 25” e si affretta a riporlo nello scaffale.


FATTORE N.2 – I TEMPI OPERATIVI


 Non tutti i libri sono destinati a far parte dei capolavori della letteratura. Molti hanno un valore inversamente proporzionale al trascorrere del tempo . Si pensi (ma è solo un esempio fra i tanti) a quelli creati su particolari aspetti politici o rapportati ai più svariati fenomeni di portata internazionale (ivi compresi “libri bianchi” e testi-denuncia derivati dall'antica pratica del pamphlet).
 Mentre l'esperto ne saggia i contenuti per valutare se ed a quali editori potrebbe proporli trascorrono (bene che vada) tre-quattro mesi ai quali, in caso di accettazione, se ne aggiungono svariati altri prima che il prodotto sia pronto al “consumo”. Nel frattempo la situazione di riferimento s'è fortemente evoluta; vuoi per il dinamismo che caratterizza i tempi attuali, vuoi per l'azione dei sempre più agguerriti gruppi di pressione che agitano di continuo il problema con documenti, interviste, notizie e filmati che puntualmente gli interessati si affretteranno a scaricare dalla rete per togliersi la soddisfazione di poter dire la loro sull'argomento (v. blog di Beppe Grillo).
 Quando il lavoro del nostro bravo autore, raffinato dall'editing, sarà finalmente arrivato in edicola rischierà una sorte non diversa da quella cui andavano incontro romantiche bellezze dell'ottocento sottratte al matrimonio poiché pluridecennali rapporti sentimentali di tipo puramente epistolare le avevano nel frattempo mutate in repellenti megere.
 Mi si potrebbe obiettare che c'è sempre la possibilità di nuove edizioni. Intanto ce n'è una da spedire al macero mentre è fatale che, con la seconda tiratura, si rinnovi la famigerata “filiera” che ha contribuito al fallimento della prima.


FATTORE N.3 – L'ESIGENZA DELLA MULTIMEDIALITÀ

 Molti generi letterari, quantunque non privi di attrattiva, sembrano destinati ad arricchire la memoria storica collettiva più degli scaffali delle nostre case. Fatta eccezione sulle resistenze dei bibliofili, penso proprio che, in tempi di crescente digitalizzazione, intestardirsi sul primato del testo tipo-litografico sarebbe come se nel medioevo avessero snobbato l'avvento della carta (comoda ed economica) sostenendo che “.....Si!......Ma la pelle di pecora è tutta un'altra cosa!”
 D'altra parte, risulterebbe del tutto riduttivo e fuorviante credere che la multimedialità tipica delle moderne forme di comunicazione ci sia stata semplicemente imposta: Nulla, a mio avviso, può affermarsi e diffondersi se non è già nelle aspirazioni e nelle aspettative del pubblico. Prendiamo il caso della cinematografia. Un successo esploso alla fine dell'800? Niente affatto! Le sale “protocinematografiche” esistevano già ai tempi di Giovan Battista della Porta (II metà del '500); spettacoli in “tecnicolor” realizzati disponendo gente alla bell'e meglio il una sala buia dove, sfruttando il principio della “camera oscura”, ci si godevano le scene animate fornite dal “pertugio” che riproponeva su di un lenzuolo spettacoli espressamente allestiti all'esterno nell'”angolo di ripresa” del buco.
 Chiunque, dovendo scegliere tra la copia in omaggio di una buona commedia e l'ingresso gratuito al teatro dove la si rappresenta, non avrebbe esitazioni, immagino, ad optare per la seconda possibilità. E cos'altro è un lavoro teatrale se non creazione letteraria destinata alla multimedialità (testo + recitazione + scenografia)?
 Più defatigante della lettura di una commedia resta solo quella di opere divulgative ascrivibili al comparto della saggistica.
 Avrò letto almeno una decina di libri sul crollo della Germania nel Gennaio-Aprile '45. Scritti egregiamente e che riportavano, passo dopo passo, le tappe dell'avanzata russa (dalla Prussia orientale a Berlino), descrivendo dinamiche e strategie dei singoli fatti d'armi.  Le enormi difficoltà incontrate nell'acquisire i contenuti di quelle pregevoli esposizioni stanno tutte nell'impossibilità tipica del prodotto cartaceo di mostrare, parallelamente al testo, l'evoluzione grafica di quei drammatici eventi. Un aspetto che spiega perché, dopo aver seguito in tv qualche pur modesto documentario, non saranno pochi a ritenere superata la consultazione di qualsiasi libro sull'argomento.
 Dovendo scegliere tra due prodotti evidentemente analoghi chiunque opterebbe per quello connotato da maggiore fruibilità.
 Forse una delle ragioni di fondo che stanno scavando la fossa all'editoria nostrana risiede anche nell'ostinazione di mantenere invariati canoni narrativi tipici del passato.
 Guai ad attribuire irrinunciabili valenze artistiche a strumenti di tipo sostanzialmente contingente.
 Prendiamo quel passo de “I promessi sposi” in cui Manzoni parla dei turbamenti del povero Innominato. Chiaro che siamo di fronte ad un capolavoro di indagine “mistico-psicologica” degno di trasmissione ai posteri. Se tuttavia ci spostiamo sui contenuti di altre apprezzabili classici non mancheremo di imbatterci, prima o poi, in descrizioni rese obsolete dalle possibilità offerteci dalle moderne tecniche multimediali. Perché ostinarsi a descrivere i connotati architettonici di un edificio quando potremmo figurarceli prima e meglio intercalando una qualche appropriata animazione?
 Com'è fin troppo evidente ci sono, quindi, tre elementi in grado di motivare l'editoria verso forme di adeguamento alle nuove tecnologie: economicità, tempistica e multimedialità.
 A subire le conseguenze di ulteriori ritardi sono soprattutto le giovani generazioni; quelle, per intenderci, costrette a vagare sotto il peso di ingombranti zaini alla ricerca di una formazione dai connotati sempre più problematici ed improbabili.
 Parlando dell'incidenza costi delle materie prime sui prezzi dei libri di testo è impossibile ignorare l'abisso che la separa dall'acquisto di CD, senza contare che questi pesano infinitamente meno dei regolamentari quindici chili di carta quotidianamente a spasso sul groppone dei nostri ragazzi, con buona pace dei sempre più famelici “cartelli” connotati da altissima professionalità nel far lievitare i prezzi sfornando a getto continuo “nuove edizioni” (vedremo, in seguito, quali potrebbero essere i contenuti didattici di supporti pensati espressamente per la scuola).


L'AUDIOLIBRO


 Quantunque sprovvisto del requisito multimediale presenta non pochi vantaggi.
 Scaricabile dalla rete contro un corrispettivo che non raggiunge la ventesima parte dell'equivalente cartaceo consente a chiunque di zipparsi player e cellulari con prodotti anche recenti dell'editoria libraria. I puristi della lettura in poltrona arricceranno il naso senza considerare che, nella stragrande maggioranza dei casi, i ritmi della vita moderna limitano i momenti della lettura ai tempi morti degli spostamenti o alle pause intercorrenti tra un impegno e l'altro sul posto di lavoro; momenti, entrambi, in cui l'auricolare risulta molto più pratico del tradizionale volume.
 L'opzione viva voce, ormai presente su molti player e cellulari o ricavabile dal lettore domestico di CD, inoltre, fa sì che chiunque possa dedicarsi all'ascolto anche mentre è impegnato in altre occupazioni. E' la stessa peculiarità, a ben vedere, che ha permesso la sopravvivenza della vecchia radio accanto a media di più recente introduzione.
 Non sottovalutiamo, infine, la difficoltà che molti hanno nella corretta lettura del testo a cui segue la scarsa o insufficiente comprensione dei contenuti; un handicap, riconosciamolo, superabile solo grazie all'ascolto di registrazioni connotate da buona dizione ed ottimo rispetto della punteggiatura.


L'E-BOOK


 A molti sembra la soluzione ideale.
 Il monitor del PC non rappresenta il top della comodità per chi intenda leggere qualcosa che superi la capienza del formato A4. Titolari di blog che ancora non l'hanno capito continueranno a stupirsi della sistematica assenza di commenti che affligge i loro quotidiani parti letterari.
 Non è solo questione di display, né della frenesia di riprendere a smanettare dopo ogni due o tre minuti che siamo in rete. Probabilmente sarebbe anche ingiusto gettare la croce su Youtube che ha trasformato i ritmi di consultazione del web in qualcosa di assimilabile alla Formula 1. E' proprio che oggi siamo troppo irrequieti e sempre a disagio. A meno di essere impegnati sul water non resistiamo alla pulsione che ci spinge a compiere continui spostamenti. Passi per la lettura, ma a patto che la si possa praticare dove e quando ci pare e piace; in autobus come ai giardini pubblici, in sala d'attesa del medico di base o nel dehor del bar sotto casa. Non a caso, tra gli aspetti più apprezzati dagli estimatori dell'apparecchio spiccherebbero le sue doti di comoda trasportabilità.
 Bando a tempi e spese di spedizione. Una volta puntato in rete ciò che fa al caso nostro sarà sufficiente metter mano alla carta prepagata ed uno, due o anche dieci volumi entreranno come per incanto nell'apparecchio dotato, ci assicurano, di uno schermo la cui leggibilità sarebbe pari, se non superiore, a quella di una pagina stampata. Questo è, almeno, quanto assicura la pubblicità che, com'è noto, risulta imbattibile nell'occultare il rovescio della medaglia.
 L'aggeggio, contrariamente a quanto si sarebbe indotti a credere, non è la quintessenza della leggerezza; pesa, di solito, molto più dei nuovi piccoli notebook (es. EEEPC ASUS) mentre presenta prezzi talmente inabbordabili da averlo trasformato, almeno nel nostro paese, in qualcosa di analogo agli articoli di fede (se ne parla tanto ma non c'è pericolo di vederne in giro qualche esemplare).
 C'è pure da mettere in conto questioni di natura “energetica”. La lettura non sarà certo delle più serene quando il pensiero è rivolto alle pile che si stanno esaurendo. Ed anche disponendo di accumulatori, come la mettiamo col pericolo che si scarichino proprio sul più bello?
 Se a queste valutazioni tutt'altro che incoraggianti aggiungiamo quella dell'assoluta mancanza di uno standard comune ai vari modelli non ci metteremo molto a nutrire seri dubbi sulle possibilità di concrete affermazioni. Personalmente sono dell'avviso che la “carta virtuale”, di prossima introduzione, rappresenterà l'acqua di cottura dei lettori per e-book.
 In rete non mancano case editrici con ricchi cataloghi di libri elettronici, ma c'è che spacciano per e-book la versione PDF dei loro prodotti cartacei; un'esca di dubbia efficacia, almeno per quanti non se la sentono di giocarsi la vista leggendosi sul PC qualcosa cone 2 o 300 pagine.


IL PRINT ON DEMANDE


 Animati da sano pragmatismo, gli anglo-americani, intanto, pur sperimentando sempre nuovi modelli di lettori per e-book, non hanno mancato di rimboccarsi le maniche promuovendo a pieno ritmo il “print on demande”. Un sistema pratico (reso possibile ed attuale dalla moderna digitalizzazione dei testi) che, mentre non stravolge le abitudini del “consumatore”, riduce a zero i rischi d'impresa e, tagliando drasticamente i costi di produzione e distribuzione, può implementare gli utili di chi scrive pur offrendo a pochi dollari un prodotto che da noi costerebbe molto di più. La mancanza di sprechi tipica del sistema consente inoltre di soddisfare domande “di nicchia” che, se affrontate dalla produzione nostrana, esporrebbero qualsiasi editore ai pericoli dell'interdizione.


CREAZIONI INTERATTIVE


 In moltissimi casi la multimedialità applicata all'uso del computer non è altro che la pratica di preesistenti media semplicemente trasposta dalle destinazioni d'origine al web.

 Aprendo Libero, Virgilio o Yahoo ho il vantaggio di trovarvi notizie che solo domani usciranno sui quotidiani. Posso leggere testi e, a differenza delle chances che potrebbe offrirmi il periodico cartaceo, sono in grado di guardarmi il filmato di riferimento. Nulla mi impedirebbe, inoltre, di inviare la mia opinione sull'argomento, ma sarà impossibile andare oltre. Questo perché al complesso “scritto, animazione e sonoro” manca un connotato che ancora non abbiamo affrontato: quello della interattività; l'elemento che, liberandoci dalla linearità di percorsi espositivo-narrativi, riesce a modellare sui connotati dell'utente il contenuto della comunicazione a lui diretta.
 E' un qualcosa di molto diverso dall'ipertesto. Mentre quest'ultimo racchiude la sua utilità nella facoltà di collegarci ad argomenti anche vasti e fors'anche diversissimi da quello che stiamo affrontando (vedi ad es. com'è strutturata Wikipedia), la prima ci offre la possibilità di seguire un percorso altamente personalizzato ma sempre inerente allo specifico argomento che abbiamo sottocchio.
 I vantaggi, anche e segnatamente sotto il profilo didattico, risultano sorprendenti.
 Torniamo ancora allo zaino dello studente. Ciascun libro in esso contenuto obbligherà chi se ne serve a procedere, pagina dopo pagina, secondo il programma seguito dall'insegnante; un metodo che, oltre a demotivare gran parte dei ragazzi, ingenererà negli stessi la convinzione di non essere tagliati per lo studio.
 Cosa accadrebbe se ogni fabbrica di vestiti confezionasse le taglie avendo ad unico riferimento l'età dei potenziali destinatari? A fronte di chi uscirebbe dal negozio soddisfatto e felice, alcuni non riuscirebbero ad abbottonarseli, altri ci ballerebbero dentro e, quel ch'è peggio, comincerebbero a convincersi di essere deformi.
 E' esagerato dire che in molte circostanze una dotta descrizione interessa e spiega meno di un video riferito all'argomento? E se preferissimo vedere come si svolge e non come si descrive un'azione? Perché impedirmi di soffermarmi fin da subito su ciò che potrebbe destare il mio interesse, quand'è scontato che proprio quel primo contatto potrebbe motivarmi ad approfondire l'insieme?
 Il libro multimediale, oltre a sollecitare la memoria visiva (testo, immagini, video), inciderà anche su quella uditiva (sonoro); ma se è anche interattivo toccherà inoltre quella meccanica per via delle operazioni richieste per passare dall'uno all'altro percorso.
 Certo. Un conto è scrivere un libro, ben altra cosa assemblare in maniera appropriata ed accattivante contenuti di differente natura.  Non è solo questione di abilità nel dare forma e struttura al nuovo genere espositivo. Dovendo attingere ad archivi di immagini l'autore dovrà vedersela con una selva di limitazioni e divieti, dal momento che il diritto d'autore, affermatosi secoli addietro a tutela della creatività del singolo, ha finito col trasformarsi nell'esatto opposto. Ma questo è un altro discorso...

 Ultima nota: il ruolo dell'ipertesto nella creazione dell'opera interattiva.
 Pur dando per scontata l'inopportunità di creare continui riferimenti esterni che pregiudicherebbero l'architettura della “narrazione”, nulla esclude di farvi ricorso utilizzandolo come valida e più moderna alternativa al sistema dei riferimenti bibliografici posti in calce ad ogni opera che si rispetti.


Roberto Zingaropoli (Torre)

Per visionare qualche modestissimo esempio

http://stampe-racconti.it/facsimili.html



















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sabato, 03 maggio 2008
 

QUESTIONI DI PELLE
VALUTAZIONI E  QUALCHE SUGGERIMENTO SUGLI SCONCI DELL'ITALIA PALEOLITICO-SANITARIA

 

  Solo qualche giorno fa, commentando i dati UE sulla crescita 0 del Paese, l'economista Giacomo Vaciago puntava il dito sulla piaga evidenziando che “non siamo produttivi perché, soprattutto nei servizi e nel pubblico, abbiamo aggiunto le nuove tecnologie alle vecchie, senza sostituirle. Sono state assunte persone che usano il computer, per esempio, accanto a chi usa ancora fotocopie, fax e francobolli. Tutti i comuni italiani hanno uno splendido sito internet, ma le pratiche devi farle in municipio. Significa dover fare una cosa in più, non una in meno. E così siamo più lenti degli altri, in tutti i settori”.
  Verità sacrosante che, tuttavia, alcuni interpretano a modo proprio ricorrendo alle moderne tecnologie solo quando si tratta di aggravare anziché risolvere i problemi. Visco, ad esempio, s'è ricordato delle potenzialità della rete solo per schiaffarci dentro le situazioni fiscali di tutti gli italiani, senza operare distinzioni tra soggetti che rivestono cariche pubbliche e precari che cominciano a grattarsi la testa già nella seconda settimana del mese.
  A quanti, ben consci di come girano le cose in questo nostro disgraziato paese, staranno già chiedendosi perché mi accaloro a trattare argomenti che, comunque, continueranno a mandare a p...... quel che resta della nostra economia, voglio far notare che lo faccio per le implicazioni di NATURA MORTUARIA che siffatte arretratezze hanno sulla tenuta della vita media degli abitanti del Belpaese.
 Esigenze di necessaria chiarezza mi costringono ad assestare un calcio alla privacy per fornire utili insegnamenti del genere “salvavita”  narrando ciò che m'è successo di recente.
 Reduce da un ricovero per polmonite, mi rivolgo al medico di base per la prescrizione di un farmaco idoneo a curare qualche postumo di secondaria importanza. Il medico (che mi segue da trent'anni) attua diligentemente la prescritta fotocopiatura dei referti ospedalieri, dopodiché mi prescrive cinque capsule di Elazor da 100mg. In capo ad altrettanti giorni mi trasportano a sirene spiegate in pronto soccorso, con la gamba sinistra praticamente paralizzata da un'emorragia che per un puro caso non ha toccato organi vitali.
 Il brav'uomo conosce benissimo la mia condizione di cardiopatico, ne colleziona accuratamente i relativi referti e da svariati anni continua a prescrivermi Coumadin e Cardioaspirine. Sarebbe bastata una frettolosa verifica su Google per appurare la pericolosa incompatibilità dell'Elazor con il Coumadin. Indubbiamente il medico considera la rete un optional del tutto marginale al corretto espletamento della professione; una convinzione che mi costringe, dopo una settimana di ulteriore degenza, ad una serie continue analisi presso i laboratori collegati alle strutture ospedaliere che mi hanno ospitato. Anche queste, purtroppo, non rinunciano ad ingozzare di prodotti cartacei i malcapitati pazienti, costretti ( anche per la cronica incomunicabilità che caratterizza i rapporti tra i diversi settori dei presidi sanitari ) a girovagare da un ambulatorio all'altro con sacchi di documenti che somigliano sempre più agli zaini degli sventurati frequentatori della scuola dell'obbligo.
  Trovatemi, se ne siete capaci, un ultracinquantenne esente da patologie poi immaginatelo vittima di un improvviso mancamento. Chi lo raccatta non sa nulla della sua situazione sanitaria e difficilmente le analisi da pronto soccorso saranno in grado di escludere “leggerezze” terapeutiche destinate, non di rado, ad alimentare un buon dieci per cento delle cronache dei telegiornali.
   Quanti appartengono alla nutrita schiera di chi ha subito cure in diversi ospedali (specie se ubicati in più centri della penisola ) hanno non poche chances di contribuire sensibilmente al risanamento dell'INPS mediante drastica autoriduzione dell'esistenza ( a che c.... mi servono le statistiche sull'aumento della vita media o le mirabolanti potenzialità dei moderni strumenti diagnostici  quando basta lo smarrimento, o la mancata disponibilità, di un “manoscritto” per spedirmi difilato all'altro mondo?).
 Chi ha un minimo di familiarità con Internet apprezza le comodità offerte dai dischi virtuali online; spazi gratuiti di due o quattro giga dov'è possibile ficcarci di tutto (testi, foto, filmati, documenti sonori, collegamenti ipertestuali ecc.) e la cui condivisione è data dalla disponibilità della password scelta dal titolare. Questo mi consente di avere sempre a portata di mano documentazioni ( anche di tipo complesso come i database ) a prescindere dalla località in cui mi trovo.
 Applicato alla raccolta di dati sanitari il sistema presenterebbe innumerevoli vantaggi sulle attuali procedure.
 Tanto per cominciare costringerebbe i sanitari ad accantonare la biro e servirsi della tastiera (posseggo referti che creerebbero serie difficoltà di decifrazione anche ad esperti crittografi).
 In secondo luogo ciascuna cartella clinica risulterebbe svincolata dalla sede di emissione per confluire in questo pratico e funzionalissimo “non luogo” dal quale, all'occorrenza, sarebbe facilissimo estrapolare ciò che serve senza sobbarcarsi laboriose ricerche tra i cumuli di carte disseminati nei contenitori domestici.
 Stop alle borse da trainarsi al seguito in occasione di analisi e ricoveri.
 Importantissima, inoltre, la possibilità, disponendo di dati necessariamente disaggregati, di organizzarli secondo esigenze contingenti ( ricavandone, ad esempio, istogrammi con curve di andamento sull'assunzione di determinati farmaci).
 Chiunque, soprattutto, anche il più acciaccato dei viventi potrebbe finalmente effettuare viaggi a cuor leggero dal momento che gli basterebbe conservare la password sanitaria (sempre modificabile) riposta accanto al proprio documento d'identità.
 Dispiace dover rilevare come l'unica informatizzazione di rilievo sia stata quella relativa alla tessera fiscale; un marchingegno studiato apposta per impedire scarichi farmaceutici di famigliari non a carico. Con la salute, intanto, come la mettiamo?
 Bisogna pur porre un qualche freno alla proliferazione di carte per documentazioni burocratico-sanitario. Forse non sarebbe male contattare Grillo sulla faccenda. Non è detto che non ne scaturisca una campagna di sensibilizzazione da concludersi con l'apposizione sui famigerati dossier di avvisi analoghi a quelli che infiorano i pacchetti di sigarette. Sarebbe bello se in un futuro ( auspicabilmente non remoto ) i fascicoli redatti dalle strutture sanitarie recassero scritte del tipo:
 “LA CARTA FA MALE” 
 “CHI SCRIVE A PENNA REFERTI E RICETTE DANNEGGIA SE STESSO (SEMPRE CHE FUNZIONI LA MAGISTRATURA) E CHI GLI STA INTORNO. DIGLI DI SMETTERE!”
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giovedì, 24 aprile 2008
 SMETTERE DI FUMARE
 Non capisco che difficoltà ci sia.
 Tanti anni fa riuscivo a farlo una ventina di volte al giorno; e non ero che un ragazzo. Da adulto, poi, allenandomi come si deve, posso vantarmi di esserci riuscito non meno di quaranta volte nell'arco delle ventiquattr'ore. Poi si sa come evolvono certe cose ed ora, in età più avanzata, mi vergogno a dover ammettere che raramente riesco a superare le cinque volte.

SOFTWARE PER BUSINESS PLAN
 Se ne sconsiglia vivamente l'acquisto a quanti intendessero aprire qualche bar in zone ad alta percentuale di diabetici ed astemi.

VEGGENTE (e figlio di madre nubile)
 Il vate, rivolto a Pirro:
 "Previsioni sulle sorti della battaglia?... No problem!....Intravvedo una vittoria che ti farà passare alla storia"

AL PRONTO SOCCORSO (della serie: Commenti)
 "E' sempre lo stesso stupratore folle che non desiste dal tentativo di violentare la Venere di Milo".
ed ora qualche verso improvvisato di getto
 

"CHI LA FA L'ASPETTI"
(Variazioni sul tema)


Lo si dice a chi fa una carognata
onde ammonir l'autore sull'effetto
che può produrre tale sua stronzata
qualora la reazione abbia ad oggetto
dura risposta da gente adirata
colpita negli averi o nell'affetto
da sconcio oppure oltraggio perpetrato
da chi l'ha fatto e più non ci ha pensato.

Ricordo il nonno e la sua fattoria;
un edificio lindo e ben curato,
dove qualcuno ( non si sa chi sia )
più d'una volta aveva defecato.
"Via, brutto porco!..Quest'è casa mia!"
urlava il nonno dopo aver sparato,
mutando il detto
"chi la fa l'aspetti"
nel più azzeccato
"chi la fa s'affretti".

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categoria:satira, umorismo
sabato, 19 aprile 2008
 CONSOLAZIONE
 In un mese due ricoveri in ospedale; il secondo per merito del medico di base che ha fatto del suo meglio per spedirmi all'altro mondo con un farmaco sbagliato. C'è mancato poco che........E se fosse andata storta? Sarebbe rimasta la consolazione rappresentata da un'originale offerta per trapassati; quella sfornata fresca fresca dal "Centro funerali Torino" che ha tappezzato la città di manifesti con il lancio delle esequie a rate. Ora è possibile fronteggiare le spese delle onoranze funebri mediante "comode" rate di 120 euro mensili.
 La concorrenza, c'è da scommerci, non tarderà a promuovere esequie con la formula "si muore oggi e si comincia a pagare ad un anno dal sotterramento". Una misura adeguata alla incombenze da "caro estinto" per la maggior parte delle famiglie che, seviziate da stipendi di fame e con l'incubo dei mutui a tasso variabile, hanno relegato nella sfera delle sensazioni ancestrali il ricordo del risparmio.
 A conti fatti, unico neo che continua ad incasinare la faccenda resta quello delle così dette "tasse comunali", notoriamente allergiche alla rateizzazione ed ispirate alla formula "tante, maledette e subito". E' vero che le imprese mortuarie potrebbero ritoccare l'importo della rata aggiungendovi una qualche forma di finanziamento da pubblicizzarsi con il classico "a tasso 0". Ma, detto francamente, preferirei proporre qualcosa di diverso.
 L'amministrazione comunale del capoluogo subalpino si regge su di una maggioranza di sinistra la cui sopravvivenza è assicurata dagli stessi partiti trasformati in fantasmi dalle recenti consultazioni elettorali. Quale migliore occasione per compiere un gesto di solidarietà tra defunti, realizzandolo mediante delibera diretta a concedere rateizzazioni sulle implicazioni fiscali delle dipartite?     
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giovedì, 13 marzo 2008

RIMORSO

 Questo, secondo i quotidiani USA, il movente che avrebbe indotto Ellott Spitzer a dimettersi dalla carica di governatore dello Stato di New York. La stampa puritana deve aver pensato che abbia trovato difficile conciliare la fama di moralista con la frequentazione di prostitute costategli complessivamente la bellezza di 80mila dollari.
 Secondo me è possibile che le cose siano un tantino diverse da come ce le hanno raccontate. E non mi meraviglierei che lo Spitzer abbia deciso di abbandonare il prestigioso incarico  pur di  riuscire a  sottrarsi agli stuoli di battone che, incoraggiate dal passaparola e con il miraggio di lauti guadagni, immagino occupassero in via permanente la sala d'attesa del suo ufficio.

L'INTERDIZIONE

 Una misura precauzionale che non sembra sortire effetti dissuasivi sul comportamento di Veltroni, quando insiste a prospettare la riedizione del “miracolo economico” all'elettorato di un paese arrivato a “crescita zero”.

SAPERSI ARRANGIARE

 Frugandomi in tasca avevo trovato spiccioli per tre euro; l'esatto importo del panino al prosciutto in un bar che frequento di tanto in tanto.
 Solo a sgranocchiamento concluso mi rendo conto che il cartellino nella vetrinetta non è più quello di giorni prima (ora di euro ne pretende 3,50). Poso sul bancone il mucchietto di monetine e mi accingo ad uscire. Sulla porta mi raggiunge la voce del barista
“Signore.....scusi!....E.....il resto?”
Abbozzo un mezzo sorriso ed allontanandomi disinvoltamente
“Il resto.....MANCIA!”

INSENSIBILITA'

 La corsa al “ciascun per sé” ha reso molta gente insensibile al punto che riesce a provare commozioni di esclusiva natura “cerebrale”.

NOTIZIE SCAGIONANTI

 Ci hanno impiegato dieci anni, ma alla fine i ricercatori dell'Università del Minnesota hanno appurato (pare in maniera incontrovertibile) che la presenza di gatti riduce di un terzo pericoli e danni da infarto.
 I detrattori dell'”Umberto I” farebbero bene a prenderne nota, riconoscendo onestamente che la presenza di analoghe bestiole nei reparti cardiologici dell'omonimo nosocomio, lungi dal rappresentare situazioni di deprecabile menefreghismo nel personale medico, ne attestano la più che apprezzabile lungimiranza terapeutica.   

NOTIZIE CHE NON DOVREBBERO ESSERE DIVULGATE

 Con totale noncuranza sulle devastanti conseguenze legate alla diffusione di certe agenzie di stampa alcuni giornali hanno riportato i risultati di una ricerca condotta dall'Università di Harward, che attribuisce un aumento di ben sette anni sulla vita media a vantaggio di quanti si applicano allo studio per più anni.
 Oltre a traumatizzare genitori iperprotettivi sulle prospettive di figlioli negati per i libri, la cosa rischia di “sensibilizzare” conseguentemente i vertici INPS, che non ci metterebbero molto a studiare ricalcoli pensionistici e nuovi contributi previdenziali per laureati e diplomati, rispettivamente: su collocati in quiescenza e per quelli tuttora al lavoro.

postato da: ridiamocisopra alle ore 16:50 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 13 marzo 2008
 
RIMORSO

 Questo, secondo i quotidiani USA, il movente che avrebbe indotto Ellott Spitzer a dimettersi dalla carica di governatore dello Stato di New York. La stampa puritana deve aver pensato che abbia trovato difficile conciliare la fama di moralista con la frequentazione di prostitute costategli complessivamente la bellezza di 80mila dollari.
 Secondo me è possibile che le cose siano un tantino diverse da come ce le hanno raccontate. E non mi meraviglierei che lo Spitzer abbia deciso di abbandonare il prestigioso incarico  pur di  riuscire a  sottrarsi agli stuoli di battone che, incoraggiate dal passaparola e con il miraggio di lauti guadagni, immagino occupassero in via permanente la sala d'attesa del suo ufficio.

L'INTERDIZIONE

 Una misura precauzionale che non sembra sortire effetti dissuasivi sul comportamento di Veltroni, quando insiste a prospettare la riedizione del “miracolo economico” all'elettorato di un paese arrivato a “crescita zero”.

SAPERSI ARRANGIARE

 Frugandomi in tasca avevo trovato spiccioli per tre euro; l'esatto importo del panino al prosciutto in un bar che frequento di tanto in tanto.
 Solo a sgranocchiamento concluso mi rendo conto che il cartellino nella vetrinetta non è più quello di giorni prima (ora di euro ne pretende 3,50). Poso sul bancone il mucchietto di monetine e mi accingo ad uscire. Sulla porta mi raggiunge la voce del barista
“Signore.....scusi!....E.....il resto?”
Abbozzo un mezzo sorriso ed allontanandomi disinvoltamente
“Il resto.....MANCIA!”

INSENSIBILITA'

 La corsa al “ciascun per sé” ha reso molta gente insensibile al punto che riesce a provare commozioni di esclusiva natura “cerebrale”.

NOTIZIE SCAGIONANTI

 Ci hanno impiegato dieci anni, ma alla fine i ricercatori dell'Università del Minnesota hanno appurato (pare in maniera incontrovertibile) che la presenza di gatti riduce di un terzo pericoli e danni da infarto.
 I detrattori dell'”Umberto I” farebbero bene a prenderne nota, riconoscendo onestamente che la presenza di analoghe bestiole nei reparti cardiologici dell'omonimo nosocomio, lungi dal rappresentare situazioni di deprecabile menefreghismo nel personale medico, ne attestano la più che apprezzabile lungimiranza terapeutica.   

NOTIZIE CHE NON DOVREBBERO ESSERE DIVULGATE

 Con totale noncuranza sulle devastanti conseguenze legate alla diffusione di certe agenzie di stampa alcuni giornali hanno riportato i risultati di una ricerca condotta dall'Università di Harward, che attribuisce un aumento di ben sette anni sulla vita media a vantaggio di quanti si applicano allo studio per decenni.
 Oltre a traumatizzare genitori iperprotettivi sulle prospettive di figlioli negati per i libri, la cosa rischia di “sensibilizzare” conseguentemente i vertici INPS, che potrebbero studiare ricalcoli pensionistici e nuovi contributi previdenziali per laureati e diplomati, rispettivamente: su collocati in quiescenza e per quelli tuttora al lavoro. 

postato da: ridiamocisopra alle ore 16:30 | Permalink | commenti
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martedì, 11 marzo 2008
 
 POTERI PARANORMALI
 Non c'è chi possa reggere il confronto con quelli dai quali risulta dotata la maggior parte degli italiani, visto che riescono a sopravvivere con meno di mille euro al mese.

 DISCORRENDO SULLE CARATTERISTICHE DEL MIGLIOR AMICO DELL'UOMO
 “Lo sapevi che i cani finiscono col somigliare parecchio ai loro padroni?”
 “Deve essere vero! Il cane di mio cugino, ad esempio, ha quindici anni ma non ne ha impiegato meno di dodici per riuscire ad orientarsi senza errori in direzione della scodella”.

 SORRISI 2008
 Con i tempi che corrono te li ritrovi solo nelle facce sui manifesti di questa fottutissima campagna elettorale.

 PUBBLICITA' MORTUARIA
 “FUNERALE CLASSICO 3000 EURO”
 Non se ne potrebbe avere uno casual?

 MOSTRANDO AI COLLEGHI UN RITRATTO DEL CAPUFFICIO, COMMENTA
 “Raro cuccare un volto così intensamente fotoigienico!”
 “Scusa!...Ma si dice 'fotogenico'”.
 “Tranne quando si tratta di una gran faccia da culo!”

 DIALOGANDO SU EINSTEIN
 “Pensa ai calcoli che avrebbe potuto fare se avesse avuto sottomano apparecchiature informatiche”.
 “Disgraziatamente, la piena disponibilità di siffatti aggeggi ha finito col rivelarsi prerogativa di Visco e Padoa-Schioppa”.

 TATUAGGI
 Dopo le recenti disposizioni sul ritiro di farmaci e girate sugli assegni è certo che farebbe affari d'oro chi riuscisse a specializzarsi nel tatuare codici fiscali sull'avambraccio di distratti e smemorati.

 PREGHIERE PRETENZIOSE
 Devoto alle prese col 'Paternoster'
 “...............dacci oggi il nostro pane quotidiano..”
 Padreterno
 “Costa troppo! Ti andrebbero bene quattro uova?”

 SENSIBILITA'
 Di prima mattina, nel bar strapieno di ambulanti, pendolari e netturbini il maxischermo snocciola a tutto volume il notiziaio del Tg5. Due stupri di gruppo, tre stragi di condominio, cinque carambole autostradali con altrettante vittime. Gli avventori continuano tranquillamente a masticare con le spalle rivolte al monitor quando arriva il messaggio della rete messa a segno dal Catania. Tutti si girano di scatto emettendo un grandioso corale “Miiiiiiinchiaaaaaaa!!!!!!”. Ad alcuni cade persino di bocca la brioche.  
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